Carte da gioco
Macharaviaya e l’industria delle carte da gioco: cosa resta oggi




Macharaviaya conserva nel suo patrimonio la memoria della fabbrica di carte da gioco che, nel XVIII secolo, ne fece un singolare centro industriale spagnolo. Oggi è uno dei paesi più piccoli della provincia di Málaga, ma la famiglia Gálvez riuscì a trasformarlo nella «piccola Madrid».
Un paese e una famiglia
I Gálvez erano una famiglia molto influente: José de Gálvez fu ministro delle Indie e suo nipote Bernardo de Gálvez si distinse nella guerra d’indipendenza degli Stati Uniti. Grazie al loro sostegno, il paese si arricchì della Reale Fabbrica di Carte da Gioco, di strade lastricate e di una chiesa con un pantheon di famiglia.
Il lavoro in fabbrica
La fabbrica dava lavoro a molti abitanti del paese e dei dintorni: si preparava la carta, si stampava, si colorava, si tagliava e si confezionava. Era un’industria in piena campagna, una vera rarità per l’epoca. A dirigerla fu Félix Solesio.
Cosa resta oggi
Restano alcune parti dell’edificio e il ricordo nella storia locale. Oggi esistono riproduzioni di quei mazzi per i collezionisti, e nei musei delle carte da gioco si possono ammirare esemplari dell’epoca. Se passi dall’Axarquía, vale la pena fare una visita.
Domande frequenti
Dove si trova Macharaviaya?
Nell’Axarquía, in provincia di Málaga, a pochi chilometri dalla costa.
Perché la chiamavano la piccola Madrid?
Per l’influenza della famiglia Gálvez, che portò in paese opere pubbliche, una fabbrica reale e una chiesa di rilievo.