Cultura

Cosa significano i semi delle carte spagnole?

As de Oros de una baraja de Lascuarenta.esAs de Copas de una baraja de Lascuarenta.es
As de Espadas de una baraja de Lascuarenta.esAs de Bastos de una baraja de Lascuarenta.es
I quattro assi del mazzo spagnolo: Oros, Copas, Espadas e Bastos.

I quattro semi del mazzo spagnolo, Oros (Ori), Copas (Coppe), Espadas (Spade) e Bastos (Bastoni), raffigurano rispettivamente monete, recipienti per bere, armi e bastoni. Una spiegazione popolare li associa a mercanti, clero, nobiltà e contadini della società medievale. È però un'interpretazione successiva, e non ci sono prove che i semi siano stati ideati per rappresentare quei gruppi sociali.

La loro origine storica è molto più “viaggiante”. Gli stessi oggetti apparivano già, con qualche differenza importante, nelle carte da gioco dell'Egitto mamelucco. Arrivati in Europa durante il XIV secolo, diedero origine ai cosiddetti semi latini, che i mazzi spagnoli e italiani ancora condividono. Per questo un mazzo napoletano risulta così familiare anche prima di leggere il nome di una sola carta.

L'origine dei semi delle carte spagnole

Le testimonianze europee più antiche sulle carte da gioco appaiono alla fine del XIV secolo, ma le carte non arrivarono con un'iconografia da inventare. Un mazzo mamelucco conservato nel Museo del Palazzo Topkapi, a Istanbul, era già organizzato in quattro famiglie: monete, coppe, spade e bastoni da polo. Aveva anche carte di corte, sebbene senza ritratti umani: le figure erano risolte mediante iscrizioni e ornamenti.

Tre simboli passarono quasi senza traduzione. Le monete divennero Oros (Ori), e Copas (Coppe) ed Espadas (Spade) conservarono sia l'oggetto che il nome. Il quarto necessitò di un adattamento. Il polo era un passatempo dell'élite mamelucca, ma i suoi bastoni non dicevano molto al pubblico europeo; qui finirono per essere trasformati in Bastos (Bastoni), rami o bastoni nodosi molto più riconoscibili.

Questo percorso spiega meglio l'origine rispetto a qualsiasi teoria chiusa su re, sacerdoti o contadini. I quattro oggetti viaggiavano già insieme prima di adottare un aspetto spagnolo. Ciò che fecero i laboratori peninsulari fu trasformarli, ordinarli secondo i propri schemi e dare loro la personalità grafica che oggi riconosciamo a colpo d'occhio.

Cosa significano gli Oros (denari)

Gli Oros (Ori) rappresentano monete. In alcuni mazzi antichi sembrano dischi coniati e in altri sono decorati come medaglioni, fiori circolari o pezzi di grandi dimensioni. Il nome spagnolo pone l'accento sul metallo prezioso; in Italia si chiamano denari, cioè denaro o monete. È la corrispondenza più diretta tra i due mazzi.

Da qui nasce la loro abituale associazione con la ricchezza, il commercio e i mercanti. È un'interpretazione intuitiva e si adatta bene al disegno, ma conviene raccontarla come simbolismo tradizionale, non come l'atto di nascita del seme. Storicamente possiamo affermare che erano monete; non che un maestro naipero medievale decidesse di rappresentare con esse una classe sociale concreta.

Nei giochi, l'Oro non possiede di per sé una categoria superiore rispetto agli altri semi. La sua forza dipende dalle regole e dal trionfo di ogni mano. L'As (Asso) di Oros può essere decisivo in molti giochi di prese, ma per il suo valore come carta, non perché il seme del denaro comandi su Copas (coppe), Espadas (spade) o Bastos (bastoni).

Cosa significano le Copas

Le Copas (Coppe) sono vasi cerimoniali o recipienti per bere. La loro forma cambia molto da un modello all'altro: possono ricordare un calice, una coppa larga con manici o un vaso riccamente ornato. Il mazzo italiano conserva esattamente la stessa idea sotto il nome di coppe.

La lettura più diffusa le collega al clero per la loro somiglianza con il calice liturgico. È un'associazione comprensibile nell'Europa cristiana e finì per radicarsi in libri di simbologia e cartomanzia. Tuttavia, le Copas erano già presenti nelle carte mamelucche, anteriori a questa interpretazione cristiana. Non si può quindi assicurare che siano nate per rappresentare la Chiesa.

Ad esse si attribuiscono anche significati come celebrazione, ospitalità o vita spirituale. Queste idee appartengono al linguaggio simbolico che si è costruito attorno alle carte, non alle regole del mazzo spagnolo. In una partita di Brisca o Tute, una Copa è semplicemente il segno inequivocabile del suo seme.

Cosa significano le Espadas

Le Espadas (Spade) sono il seme più facile da interpretare letteralmente: rappresentano armi. Nel modello spagnolo sono solitamente dritte, con lunghe lame che si incrociano nelle carte di numero alto. Alcuni modelli italiani disegnano lame curve, e le dispongono in modo diverso, ma continuano ad appartenere alla stessa famiglia latina.

Per la loro relazione con le armi, sono state collegate alla nobiltà, ai cavalieri e all'ufficio militare. Qui l'associazione risulta particolarmente naturale, anche se non dimostra nemmeno che fosse l'intenzione originale. I mazzi mamelucchi includevano già spade e riflettevano oggetti legati alla loro propria cultura cortese e guerriera.

La Espada offre inoltre un indizio su come si è evoluto il mazzo: un simbolo può mantenersi per secoli mentre cambiano il disegno, la disposizione e persino il modo di contare le carte. Basta confrontare un sette di Espadas castigliano con uno italiano per riconoscere l'oggetto comune e, allo stesso tempo, due distinte tradizioni grafiche.

Cosa significano i Bastos

I Bastos (Bastoni) rappresentano bastoni, rami o mazze. Il loro aspetto ruvido, con nodi, foglie e tagli di legno, è una delle caratteristiche più proprie del modello spagnolo. In italiano ricevono il nome di bastoni e possono essere visti come verghe dritte, bastoni cerimoniali o mazze, a seconda della regione.

Questo seme conserva la trasformazione più curiosa dell'intero mazzo. Il suo antenato mamelucco non era una mazza, ma un bastone da polo. Quando quell'oggetto giunse in luoghi dove lo sport era poco conosciuto, i disegnatori lo reinterpretarono come qualcosa di familiare. Il risultato spagnolo fu il Basto (Bastone) che sembra appena tagliato da un albero.

La tradizione lo associa al lavoro manuale e ai contadini, allo stesso modo in cui assegna gli Oros ai mercanti. Di nuovo, è una lettura posteriore che funziona come metafora, non una spiegazione storica dimostrata. Il percorso dal bastone da polo alla mazza fornisce un indizio molto più solido sulla sua vera origine.

I semi rappresentano le classi sociali medievali?

La spiegazione si ripete spesso: Oros per i mercanti, Copas per i chierici, Espadas per i nobili e i soldati, e Bastos per i contadini. È completa, facile da ricordare e sembra descrivere un'intera società con quattro disegni. Il problema è che non si conosce una fonte medievale che affermi che i semi furono disegnati con tale intenzione.

L'associazione si diffuse secoli dopo come un'interpretazione simbolica. Inoltre, obbliga a trascurare che i quattro emblemi provengono da carte islamiche precedenti, dove non rappresentavano gli stati della società cristiana europea. Può servire per parlare di come ogni epoca ha letto le carte, ma non dovrebbe essere presentata come un fatto provato sulla loro invenzione.

Qualcosa di simile accade con le teorie che fanno corrispondere i quattro semi a stagioni, elementi della natura o temperamenti umani. Sono sistemi simbolici aggiunti in seguito, soprattutto in ambiti esoterici. Risultano curiosi, ma non spiegano perché il mazzo spagnolo abbia precisamente Oros, Copas, Espadas e Bastos.

In cosa si assomigliano il mazzo spagnolo e quello italiano

Il mazzo spagnolo e quello italiano sono parenti stretti all'interno della famiglia dei mazzi latini. Condividono i quattro semi: Oros o denari, Copas o coppe, Espadas o spade e Bastos o bastoni. Condividono anche tre figure per seme: una figura inferiore (Sota o Fante), un Caballo (Cavaliere) e un Rey (Re), anche se i loro nomi e disegni cambiano a seconda del modello.

Parlare di «il mazzo italiano» semplifica una realtà molto variegata. L'Italia conserva numerosi modelli regionali — napoletano, siciliano, trevigiano, bergamasco e altri — e non tutti disegnano le spade o i bastoni allo stesso modo. I modelli del sud, specialmente il napoletano, assomigliano molto a quello spagnolo per secoli di circolazione e influenza tra i due territori.

Molti mazzi italiani hanno 40 carte, come la versione spagnola più usata, e servono per giochi imparentati. La Brisca ha la sua briscola e l'Escoba (Scopa) la sua scopa. Non sono semplici traduzioni carta per carta, ma mostrano fino a che punto entrambi i paesi hanno conservato un medesimo ramo della storia delle carte da gioco.

Differenze con cuori, quadri, fiori e picche

Il mazzo francese utilizza cuori, quadri, fiori e picche, oltre a due colori molto marcati: rosso e nero. I loro segni sono piatti, piccoli e facili da ripetere tramite stampini, un vantaggio importante quando la fabbricazione di carte da gioco iniziò a crescere. Il mazzo spagnolo, invece, mantiene oggetti riconoscibili e solitamente colorati individualmente.

Di solito si fa un'equivalenza pratica: Oros con quadri, Copas con cuori, Espadas con picche e Bastos con fiori. Serve per adattare alcuni giochi, ma non significa che un simbolo sia l'esatta traduzione storica dell'altro. Sono sistemi diversi che finirono per svolgere la stessa funzione: dividere il mazzo in quattro famiglie.

Anche le figure cambiano. Il mazzo francese abituale ha fante, regina e re; quello spagnolo, Sota (Fante), Caballo (Cavaliere) e Rey (Re). E mentre il francese di solito riunisce 52 carte con numeri dall'As (Asso) al dieci, lo spagnolo tradizionale può averne 40 o 48. La versione da quaranta salta dal sette alle figure; quella da 48 conserva anche l'otto e il nove.

Come riconoscere ogni seme senza guardare il disegno

Le carte spagnole incorporano un aiuto discreto chiamato “pinta”: le interruzioni del bordo superiore e inferiore indicano il seme. La linea continua corrisponde agli Oros; un'interruzione, alle Copas; due, alle Espadas; e tre, ai Bastos. Da qui deriva l'espressione «por la pinta se conoce el palo» (dal “segno” si riconosce il seme).

Si parla anche di semi corti e lunghi. Oros e Copas sono corti perché i loro segni occupano spazi compatti; Espadas e Bastos sono lunghi perché attraversano buona parte della carta. Questa distinzione appare nel vocabolario di giochi come il Mus e aiuta a descrivere una mano rapidamente.

Se vuoi confrontare i quattro semi carta per carta, nella sezione dei mazzi ci sono le collezioni complete di Lascuarenta.es (Le Quaranta). E se preferisci vedere cosa cambia quando entrano in gioco, in imparare a giocare troverai le regole del Tute, della Brisca, del Guiñote, della Cuatrola e di altri classici del mazzo spagnolo.

Una storia condivisa che rimane sul tavolo

Il significato più sicuro dei semi è anche il più semplice: denaro, recipienti, armi e bastoni. La loro storia unisce il Mediterraneo islamico, la penisola iberica e l'Italia, e dimostra come un gioco possa conservare per più di sei secoli dei simboli mentre ogni luogo li fa propri.

Tutto il resto — i mercanti, il clero, i soldati e i contadini — racconta come le generazioni successive interpretarono quegli oggetti. Questa lettura fa parte della cultura delle carte, ma è meglio goderla come una metafora piuttosto che confonderla con un documento d'origine. Le carte custodiscono molta storia; non è necessario inventarne una perché risultino interessanti.

Fonti consultate