Giochi da tavolo

Storia del juego de la oca (gioco dell’oca)

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Le testimonianze documentate del juego de la oca (gioco dell’oca) lo collocano nell’Italia del XVI secolo, da cui si diffuse rapidamente in Europa. Secondo un racconto molto ripetuto, Francesco I de’ Medici lo regalò a Filippo II. Le teorie che gli attribuiscono un’origine templare, invece, sono leggende prive di prove.

Come si gioca

Il percorso è una spirale di 63 caselle. Ogni giocatore lancia un dado e avanza. Se finisce su un’oca, salta all’oca successiva e tira di nuovo. Ci sono caselle trappola come il pozzo, la locanda, il labirinto, la prigione o la temuta morte, che ti rimanda all’inizio. Vince chi arriva esattamente alla casella 63.

Da dove viene?

I primi esemplari e le prime testimonianze sono italiani e risalgono al XVI secolo. Da lì si diffuse in Francia, in Spagna e nel resto d’Europa sotto forma di fogli stampati, economici da produrre. Ecco perché ne esistono tantissime versioni: educative, religiose, politiche o pubblicitarie.

Le leggende

Si è detto che il gioco dell’oca sia una mappa segreta del Cammino di Santiago o un gioco iniziatico dei templari. Sono idee affascinanti, ma non ci sono documenti a sostenerle. Meglio prenderle per quello che sono: curiosità.

Un gioco senza decisioni

Il gioco dell’oca è puro caso: non scegli nulla, ti limiti a tirare il dado. È per questo che piace tanto ai bambini e che oggi si gioca meno tra adulti. Se cerchi qualcosa che richieda più decisioni, il parchís (gioco dei cavallini) richiede già un po’ di strategia, e i giochi di carte molta di più. La Escoba (scopa spagnola) è una buona scelta per fare questo passo con i più piccoli.

Domande frequenti

Quante caselle ha il gioco dell’oca?

Normalmente 63.

Il gioco dell’oca è di origine templare?

Non ci sono prove. È una leggenda molto diffusa, ma priva di riscontri documentali.