Giochi da tavolo
Storia degli scacchi: dall'India ad Alfonso X




Gli scacchi discendono dal chaturanga, un gioco indiano del VI secolo che, attraverso la Persia e il mondo arabo, raggiunse la penisola iberica verso il X secolo. Fu poi in Spagna, alla fine del XV secolo, che nacque la dama moderna, il pezzo più potente del gioco.
Il chaturanga
Il nome significa qualcosa come «quattro parti», quelle dell'esercito indiano: fanteria, cavalleria, elefanti e carri. Da lì derivano pedoni, cavalli, alfieri e torri.
La Persia e il mondo arabo
I persiani lo chiamarono shatranj e dal loro vocabolario deriva «scacco matto», da shah mat, «il re è indifeso». Gli arabi lo diffusero in tutto il loro territorio, incluso al-Ándalus. La parola spagnola per gli scacchi, «ajedrez», deriva dall'arabo ash-shatranj.
Alfonso X e il suo Libro de los juegos
Nel 1283, il re Alfonso X il Saggio commissionò il Libro de ajedrez, dados y tablas, un manoscritto ricco di illustrazioni conservato a El Escorial. È un gioiello per capire come si divertivano le persone nel Medioevo.
La dama, un'invenzione spagnola
Fino alla fine del XV secolo, la dama era un pezzo debole. Verso il 1495 appare nei trattati valenciani la «dama» con i movimenti attuali. Il gioco divenne molto più veloce e gli scacchi moderni nacquero proprio lì. Curiosamente, la baraja española (il mazzo di carte spagnolo), invece, non ha la regina.
Fonti consultate
Domande frequenti
Dove sono nati gli scacchi?
In India, intorno al VI secolo, a partire dal gioco dello chaturanga.
Cosa significa scacco matto?
Deriva dal persiano «shah mat», che solitamente viene tradotto come «il re è indifeso» o «il re è morto».