Cultura

Perché il mazzo di carte spagnolo ha il cavallo e non la regina?

Caballo de Oros de una baraja de Lascuarenta.esCaballo de Copas de una baraja de Lascuarenta.es
Caballo de Bastos de una baraja de Lascuarenta.esCaballo de Espadas de una baraja de Lascuarenta.es
I Caballos (cavalieri) del mazzo, personalizzati con il tema 'Hispania'.

Il mazzo spagnolo ha il caballo anziché la regina perché conserva le figure tradizionali dei mazzi latini, cioè sota, caballo e rey. Il caballo raffigura un cavaliere, personaggio importante nella società medievale. Mentre in Francia si affermò il modello con la regina, Spagna e Italia mantennero la tradizione più antica.

Mentre le carte francesi hanno sota, regina e rey, il mazzo spagnolo utilizza sota, caballo e rey. È una differenza nota, anche se poche persone si sono soffermate a rifletterci.

Prima o poi sorge la domanda: perché compare un cavaliere a cavallo dove in altri mazzi c'è una regina?

La risposta non ha a che fare con una decisione moderna né con una particolarità esclusivamente spagnola. Ci porta indietro di diversi secoli, alle origini dei cosiddetti mazzi latini e a un'epoca in cui i cavalieri occupavano un posto molto speciale nella società europea.

È stato il mazzo spagnolo a introdurre la figura del caballo?

Un'idea piuttosto diffusa è che la figura del caballo sia una stranezza nata in Spagna. In realtà, è proprio il contrario.

La figura del cavaliere a cavallo esisteva già in alcuni dei primi mazzi europei. Il mazzo spagnolo, infatti, condivide questa caratteristica con molti mazzi italiani, che conservano anch'essi una figura equivalente tra la sota e il rey.

Se osserviamo un mazzo napoletano, siciliano o bergamasco, vedremo che la presenza del cavaliere è normale tanto quanto in Spagna. Questo perché entrambe le tradizioni appartengono alla stessa famiglia storica: i mazzi latini.

Come spieghiamo in Come le carte da gioco hanno viaggiato dall'Oriente alla Spagna, le carte da gioco arrivarono in Europa attraverso il Mediterraneo e si evolsero in modo diverso a seconda della regione.

Quali sono le tre figure dei mazzi latini?

I mazzi latini tradizionali prevedono solitamente, per ogni seme, tre figure ordinate gerarchicamente:

  • La sota.
  • Il caballo.
  • Il rey.

La sota rappresenta un servitore, un aiutante o un personaggio di rango inferiore.

Il caballo rappresenta un cavaliere, cioè un guerriero appartenente alla piccola nobiltà o al ceto militare.

Il rey occupa la posizione più alta della gerarchia.

Vista da una prospettiva medievale, la sequenza aveva molto senso: servitore, cavaliere e rey.

Era una rappresentazione visiva facile da comprendere per chiunque vivesse all'epoca.

E dov'era la regina?

Curiosamente, l'assenza della regina non era insolita nei primi mazzi europei.

Per secoli convissero numerosi modelli diversi. Alcuni mazzi avevano esclusivamente figure maschili, mentre altri includevano personaggi femminili o aggiungevano ulteriori figure.

Non esisteva uno standard internazionale.

Ogni regione adattava le carte alle proprie tradizioni artistiche e culturali.

La regina finì per affermarsi soprattutto nella famiglia dei mazzi francesi, che sarebbe diventata la più diffusa al mondo.

Perché la Francia sostituì il caballo con la regina?

I mazzi francesi cominciarono a semplificare molti elementi dei modelli precedenti.

Oltre a sostituire i semi latini con cuori, quadri, fiori e picche, modificarono le figure.

La struttura francese finì per stabilizzarsi in:

  • Sota (Jack o Valet).
  • Regina (Queen o Dame).
  • Rey (King o Roi).

La presenza della regina permetteva di rappresentare in modo più diretto la famiglia reale al completo e offriva una figura femminile chiaramente riconoscibile all'interno del mazzo.

Con il tempo, questo modello si diffuse in gran parte dell'Europa e successivamente nelle Americhe.

Spagna e Italia, invece, conservarono la tradizione più antica.

In che modo il caballo rispecchia la società medievale?

Per capire perché il cavaliere fosse così importante, bisogna ricordare il contesto storico in cui nacquero i primi mazzi europei.

Durante il Medioevo, i cavalieri erano molto più che semplici soldati a cavallo.

Rappresentavano un ideale sociale associato all'onore, alla guerra, al servizio al re e alla nobiltà.

La loro presenza nell'iconografia medievale era costante: comparivano in manoscritti, stemmi, affreschi, racconti epici e cerimonie pubbliche.

Non sorprende che abbiano finito per occupare un posto di rilievo anche nelle carte da gioco.

Perché il caballo è sopravvissuto in Spagna?

Mentre altri paesi modificavano i propri mazzi, la Spagna mantenne gran parte della struttura ereditata dai modelli latini.

Lo stesso accadde con i semi di oros (denari), copas (coppe), espadas (spade) e bastos (bastoni), che sopravvissero mentre altrove si adottavano simboli diversi.

Questa continuità ha permesso al caballo di continuare a far parte del mazzo spagnolo fino ai giorni nostri.

Infatti, per molti giocatori spagnoli la presenza di una regina sarebbe tanto strana quanto vedere un caballo in un mazzo da poker.

Il caballo è una carta importante nei giochi?

Sebbene risalti molto dal punto di vista visivo, il caballo di solito non è la carta più forte.

Il suo valore dipende dalle regole di ogni gioco.

In giochi come la Brisca o il Tute, per esempio, solitamente vale meno punti del rey e molti meno dell'asso o del tre.

Tuttavia, resta una delle figure più riconoscibili dell'intero mazzo spagnolo e compare in espressioni popolari molto note.

La più famosa è probabilmente «sota, caballo y rey», una frase che ha finito per passare dai tavoli da gioco al linguaggio quotidiano.

Quale storia racconta questa piccola differenza?

La presenza del caballo al posto della regina può sembrare un dettaglio secondario, ma in realtà è una finestra su diversi secoli di storia.

Ci ricorda che il mazzo spagnolo non è un adattamento di quello francese, ma l'erede di una propria tradizione condivisa con altri mazzi latini.

Ogni volta che compare un caballo di oros, copas, espadas o bastos, stiamo osservando qualcosa che è sopravvissuto a cambiamenti politici, tecnologici e culturali per centinaia di anni.

E forse è proprio per questo che continua a essere così caratteristico: poche carte conservano in modo tanto visibile una parte del Medioevo quanto il caballo del mazzo spagnolo.

Fonti consultate